Now Warriors apre ai tatuatori guest

Siamo sempre aperti alle novità e crediamo molto nelle collaborazioni e nelle sinergie.

Per questo il nostro nuovo studio presso il Centro Commerciale Farnese ospiterà a breve tatuatori provenienti da tutta Europa: stiamo selezionando artisti di grande esperienza che abbiano focalizzato la loro attività in stili e tecniche particolari di tatuaggio.

Per conoscere i nomi e il calendario, seguiteci su Facebook. Aggiornamenti a breve!

Il nostro nuovo logo

logo-now-warriors-bianco-grigio

now warriors beetles_ottanioLo scarabeo egizio “Khepri” significa trasformazione, ovvero la funzione magica di eterna rinascita. Cominciare un nuovo ciclo, continuare ad essere adottando un’altra forma. Per questo Now Warriors lo ha scelto come simbolo per rappresentare questo rinnovamento. Lo scarabeo simboleggia inoltre il passare dall’increato al creato, come avviene nella realizzazione di ogni nostro lavoro; si parte dall’idea del cliente per svilupparla insieme, fino al tatuaggio finale.

I Tatuaggi della Dea

Un linguaggio sacro che risale alla notte dei tempi, un sistema di valori con cui società egualitarie hanno tramandato la loro cultura incidendolo sui corpi delle donne.

i-tatuaggi-della-dea-104788

Copertina

“Non vi farete incisioni nella carne, né vi farete tatuaggi addosso, io sono il Signore”. Levitico 19:28

I tatuaggi hanno una radice di stregoneria? Tatuarsi può influenzare la crescita spirituale di una persona? Marcare i nostri corpi è innaturale?

Nel porsi queste e altre domande, è nata in Claudio Zaini –titolare del Tattoo Studio Now Warriors di Piacenza- e nelle colleghe Licia Brandoni Elisa Salaris  l’idea del libro “I tatuaggi della Dea”, una ricerca approfondita e unica nel suo genere sulle vere e sacre origini del tatuaggio a cura dell’antropologa Michela Zucca, volta a comprendere ed andare oltre al conosciuto e alle vecchie credenze sull’argomento.

michela-zucca_30250

Michela Zucca

Michela Zucca, antropologa, ha svolto il suo lavoro di campo in Sud America, fra gli sciamani amazzonici, in Perù e Colombia. E’ specializzata in cultura popolare, storia delle donne, analisi dell’immaginario. Da più di dieci anni si occupa di formazione e sviluppo sostenibile in comunità rurali marginali, soprattutto alpine, come consulente di amministrazioni comunali e regionali, enti pubblici e privati, enti di formazione. Ha fondato la Rete delle donne della montagna ed il gruppo di ricerca di Ecologia umana e di Economia identitaria al Centro di ecologia alpina di Trento. Ha diretto i progetti europei Recite II “Learning Sustainability” e l’Interreg III C “Rete dei villaggi sostenibili d’Europa”. Questi progetti hanno coinvolto il Trentino in Italia, la Lapponia in Finlandia, l’Alentejo in Portogallo, l’Arad in Romania, e la Lomza in Polonia. Ha inoltre diretto il master in sviluppo locale di Formambiente – Ministero dell’Ambiente “Progetto integrato formazione ambiente – Area sviluppo sostenibile ASL02″. Ha insegnato Didattica della storia e Storia del Territorio all’Alta Scuola Pedagogica di Locarno (CH). Ha insegnato Storia all’Università di Torino, e Valutazione della qualità territoriale all’Università della Valle d’Aosta. Attualmente sta lavorando col Ministero della Pubblica Istruzione sulla scuola di montagna. Tiene seminari di antropologia all’Università della Svizzera Italiana, ai corsi per operatori sociali.

Se anche voi avete voglia di fare chiarezza su questo tanto dibattuto argomento, non potete perdervelo.
Buona lettura!

Donne e tatuaggi

CORPI SOVVERSIVI
Donne e tatuaggio: una storia segreta

© 2013 Margot Mifflin
© 2014 ULTRA – Lit Edizioni srl

Copertina

Don Ed Hardy, in un’intervista contenuta nel libro “Tatuaggi, corpo, spirito” dice che “un tatuaggio non è mai soltanto quello che appare. Conoscendo chi lo porta, è possibile comprendere realmente il tatuaggio. È un indicatore, uno sfogo della psiche”.
L’antropologo Robert Brain in “The Decorated Body” sostiene che modificare il proprio corpo tatuandolo è “un tentativo di vestirsi con una pelle nuova, culturale invece che naturale”.

Qual è il grado di espressione e libertà che hanno potuto raggiungere le donne tatuate o quelle che hanno intrapreso la professione di tatuatore – prevalentemente maschile – senza essere additate come donne di facili costumi?

Questo libro di Margot Mifflin racconta come donne di ogni estrazione ed epoca abbiano usato ed usino tuttora la loro pelle come una tela sulla quale esprimere la propria personalità, la propria autoaffermazione e la propria storia, superando l’enorme tabù riguardo al corpo femminile e alla pratica di questa arte come mestiere, anche se prevalentemente maschile.

Fino ai primi del ‘900, le tatuatrici erano di solito mogli di tatuatori che si limitavano a lavori di rifinitura o a tatuaggi piccoli.
Negli anni ’20 Mildred Hull fu la prima newyorkese che aprì un proprio negozio, dichiarando in un’intervista che “gli uomini sono sempre un po’ gelosi se una donna è brava quanto loro”.
Era una vera sperimentatrice per quell’epoca, si vantava di aver preso a pugni più di 100 uomini che avevano tentato di toccarla o disprezzarla.
Oggi, centinaia di donne in tutto il mondo fanno questo mestiere, basti citare Kat Von D e tutto quello che si è mosso intorno a lei.
Roxx, tatuatrice di San Francisco fin dagli anni ’80, scrisse: “sembra che l’unico sistema per le tatuatrici donne sia diventare così brave che nessuno possa ignorarti.”

Betty Broadbent, 1920s. Courtesy Circus World Museum, Baraboo, Wisconsin.

È interessantissimo leggere il capitolo “Circensi e donne di mondo”: si entra in un universo fantastico di storie reali, inventate e romanzate.
I pionieri del tatuaggio – si parla dell’800 – per suscitare l’interesse dell’opinione pubblica, mostravano nei loro freak show giostraie e circensi, esagerando la presentazione con racconti di rapimenti da parte di indiani Sioux, durante i quali le prigioniere erano state forzatamente tatuate.
L’obiettivo era quello di colmare i pensieri disonorevoli che circondavano questa pratica. Queste storie incredibili erano ideate a tavolino, riportate anche su libretti da vendere dopo gli spettacoli. Avevano effettivamente origine da una storia vera, quella della “prima bianca tatuata”, Olive Oatman, figlia di una famiglia mormona che durante un viaggio in Arizona, nel 1851, venne assalita dagli indiani.
Catturarono lei e la sorella, le tennero prigioniere per un anno e poi le vendettero ad una famiglia Mohave, che le fece crescere insieme alle proprie figlie. Anche a loro vennero praticati i tatuaggi di rito, sul mento e sul braccio, per essere riconosciute dagli antenati dopo la morte.

Olive Oatman

I tatuaggi venivano impressi nella pelle con aghi di cactus, immersi in polveri bruciate di una pietra azzurra del fiume Colorado.
Questo popolo non tatuava mai con la forza, quindi la Oatman, imparando ad amare la famiglia adottiva, decise di tatuarsi di sua spontanea volontà.
I tatuaggi sul mento per i Mohave non avevano alcun significato simbolico, ma venivano utilizzati per marcare i tratti del viso.
Tatuarsi il volto era molto importante: i Mohave temevano che, morendo con un volto non tatuato, sarebbero scomparsi in un pozzo senza fondo.
Una volta liberata, la Oatman non rivelò mai il suo amore per il popolo indiano, per essere accettata nel mondo dei bianchi; diventò così la prima donna americana che guadagnava denaro mostrando il proprio corpo tatuato.

Tramontata la fortuna di giostrai e freaks con le loro carovane piene di personaggi colorati, il tatuaggio venne associato al mondo delle gang, dei bikers, dei balordi.
Alla fine degli anni ’50 sul New York Times furono pubblicati articoli nei quali studiosi di medicina descrivevano le caratteristiche di chi si tatuava, definendoli spiriti ribelli, propensi al divorzio, con problemi di integrazione nella società, con più possibilità di andare in prigione.
Si radicava così il pregiudizio popolare sulla pratica del tatuaggio.

uccello-disegno-elisa-tattoo-warriors-piacenza

Osservare, immaginare, disegnare

Elisa, la nostra disegnatrice e tatuatrice, ha mano felice e testa curiosa.

Ecco qui alcuni suoi disegni (matita, china, pennarelli). Non sono preparatori per tatuaggi, ma ci piacciono molto ed eccoli qui: un universo di animali in bianco e nero, tra il mostruosamente reale e il meravigliosamente fantastico.

farfalla-teschio-flash-tattoo-warriors-piacenza

Flash tattoo

Le molteplici esperienze e la vicinanza col mondo della musica mi portano a spaziare nella realizzazione dei tattoo, a prediligere le contaminazioni, a mescolare i generi, tra il figurativo e il fumettistico.

(altro…)

tatuaggio-sacro-post

Il Tatuaggio Sacro

Now Warriors presenta

IL TATUAGGIO SACRO

Iniziazione, investizione comunitaria, identità personale.
Culture egualitarie, controculture, culture altre.

Conferenza con proiezione immagini e documenti: ricerca storica a cura dell’antropologa Michela Zucca.


  • Mercoledì 28 maggio alle 21.30 al Caffè letterario Baciccia (via Dionigi Carli, Piacenza)
  • Sabato 7 giugno alle 21.30 al Teatro San Matteo (vicolo san Matteo, Piacenza)

La conferenza sul Tatuaggio Sacro, nasce da un mio profondo desiderio di comprendere le reali motivazioni che, fin dalla notte dei tempi, hanno spinto l’uomo a incidere, scarificare e segnare indelebilmente il proprio corpo. Ora, ricorrendo il ventennale della mia carriera di tatuatore, dedico a tutti voi questo splendido Viaggio negli strati più profondi della pelle… e non solo!
Claudio

  • tattoo
  • zkifUY7ulC5NShyjeIUAsTl72eJkfbmt4t8yenImKBVaiQDB_Rd1H6kmuBWtceBJ
  • zombie_boy_lady_gaga_thierry_mugler_sticky_glitter_2
  • 00100
  • convention-internazionale-tatuaggi-berlino
  • foto_philippe_leroyer_2
  • kkk
  • modifiche-corporee-lingua-biforcuta
  • piercing-schiena1

modifiche estreme

La modificazione corporea consiste in un insieme di pratiche atte ad alterare deliberatamente il corpo umano senza che vi sia alcuna ragione medica. Si tratta di una forma d’arte universale praticata da migliaia di anni per fini sessuali, come rito di passaggio, per ragioni estetiche, per indicare appartenenza, fiducia e lealtà, per motivi religiosi, a scopo di provocazione o per esprimere se stessi.

Nel corso della storia, e in base alle diverse culture considerate, la modificazione corporea è stata spesso utilizzata per ragioni religiose, sociali ed estetiche. Pratiche di tale genere sarebbero apparse a partire dal IV millennio a.C., con tatuaggi e piercing che rappresentarono le prime forme di modificazione corporea. Nel 1991, la scoperta di Ötzi nelle alpi italo-austriache diede la dimostrazione dell’utilizzo dei tatuaggi durante il Neolitico. Nello stesso periodo, in Africa era consuetudine di alcune popolazioni inserirsi dischi labiali all’interno del labbro inferiore e dilatatori nel lobo dell’orecchio come ornamenti in pietra. In Egitto, la scoperta del corpo tatuato della sacerdotessa Amunet, devota della dea Hathor, e di quello scarificato di un’altra mummia costituisce una evidenza dell’uso della modificazione corporea nell’antico Egitto.I sacerdoti aztechi foravano le loro guance e le loro labbra durante un rito religioso. Erano soliti pure incidersi la lingua e talvolta ricorrere alla castrazione. Tra i Maya, sia gli uomini che le donne indossavano molti piercing in zone quali naso, orecchie, ombelico, lingua e organi genitali. In Cina si usava fare indossare alle giovani ragazze delle calzature molto strette in modo che il loro piede fasciato potesse restare il più piccolo possibile (Loto d’oro). Questa pratica venne vietata per legge nel 1915.

  • 394222_510469989000806_392450479_n
  • 942471_510469895667482_1673413973_n
  • 945983_510470079000797_1667383102_n

tatuaggio polinesiano

maschera propiziatoria con due gechi (terra e fuoco) separati da denti di squalo.