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modifiche estreme

La modificazione corporea consiste in un insieme di pratiche atte ad alterare deliberatamente il corpo umano senza che vi sia alcuna ragione medica. Si tratta di una forma d’arte universale praticata da migliaia di anni per fini sessuali, come rito di passaggio, per ragioni estetiche, per indicare appartenenza, fiducia e lealtà, per motivi religiosi, a scopo di provocazione o per esprimere se stessi.

Nel corso della storia, e in base alle diverse culture considerate, la modificazione corporea è stata spesso utilizzata per ragioni religiose, sociali ed estetiche. Pratiche di tale genere sarebbero apparse a partire dal IV millennio a.C., con tatuaggi e piercing che rappresentarono le prime forme di modificazione corporea. Nel 1991, la scoperta di Ötzi nelle alpi italo-austriache diede la dimostrazione dell’utilizzo dei tatuaggi durante il Neolitico. Nello stesso periodo, in Africa era consuetudine di alcune popolazioni inserirsi dischi labiali all’interno del labbro inferiore e dilatatori nel lobo dell’orecchio come ornamenti in pietra. In Egitto, la scoperta del corpo tatuato della sacerdotessa Amunet, devota della dea Hathor, e di quello scarificato di un’altra mummia costituisce una evidenza dell’uso della modificazione corporea nell’antico Egitto.I sacerdoti aztechi foravano le loro guance e le loro labbra durante un rito religioso. Erano soliti pure incidersi la lingua e talvolta ricorrere alla castrazione. Tra i Maya, sia gli uomini che le donne indossavano molti piercing in zone quali naso, orecchie, ombelico, lingua e organi genitali. In Cina si usava fare indossare alle giovani ragazze delle calzature molto strette in modo che il loro piede fasciato potesse restare il più piccolo possibile (Loto d’oro). Questa pratica venne vietata per legge nel 1915.